sabato 22 giugno 2024

" Affordable" la vera forza della fotografia


 And always remember, photographs make your home more beautiful.

Lo è stata sempre. la fotografia, rispetto alla pittura. Accessibile.
E molta gente hanno pensato bene di rendere più bella la propria casa acquistando delle vere fotografie piuttosto che mettersi al muro il poster di Picasso comprato a 10 euro nel bookshop di qualche museo durante le vacanze estive. E' un fatto di sensibilità e di cultura.

giovedì 20 giugno 2024

martedì 18 giugno 2024

La fotografia rischia l'estinzione ? Non credo.


 Il recente articolo di Filippo Maggia sul SOLE24ore ci parla di una possibile estinzione della fotografia. Intendendo certamente la fotografia d'autore come l'abbiamo conosciuta nell'ultimo secolo. Ora, che la fotografia è stata sempre la cenerentola delle arti non è una novità, è stata l'ultima ad arrivare. Nel mercato internazionale dell'arte rappresenta davvero pochi spiccioli, a parte qualche exploit temporaneo di qualche autore storico o contemporaneo. Trovo questa visione riduttiva anzi, tipicamente italiana. Il piccolo mondo della fotografia italiana  a parte 4-5 nomi di autori, ormai defunti, sul mercato internazionale praticamente non esiste.Gli autori, gran parte di loro, mancano di una vera esperienza internazionale troppo impegnati a girovagare incessantemente i fotofestival nostrani. Questo provincialismo assoluto che si ripete anche in fiere come MIA che è destinata ad essere ininfluente alle dinamiche internazionali del mercato fotografico. I collezionisti, quelli importanti e istituzionali non vengono a Milano, Parigi e Basilea per loro sono la porta accanto ed è li che vanno. Tuttavia all'estero nella sola Europa, dalla Francia all'Olanda, dal Belgio alla Germania o la stessa Svizzera, esiste una tradizione solida che consiste, tra la gente comune, di rendere più belle le loro abitazioni comprando fotografie, magari piccole, non molto costose, di autori non proprio famosi. Quel minimo che permette a tanti autori di vivere dignitosamente della propria arte. Ciò che in Italia purtroppo non avviene. In Italia.

lunedì 3 giugno 2024

" Sicily " private diary by Massimo Gurciullo


 

Le soleil cogne sur les dos exposés, les chevaliers de l’Apocalypse sont au bord de la ville, on a vu un homme se raser les cheveux.

Jeux d’enfants, passage d’adultes hiératiques comme dans un film noir de Takeshi Kitano, photos de pin-up sur le parebrise du camion Scania du routier abreuvant son monstre de 164 litres de gasoil infect.

                                               Fabien Ribery 

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venerdì 3 maggio 2024

Italia, il paese dei photofestival è il più povero in fatto di collezionisti.


 Proliferano come funghi, nelle grandi città ce ne sono anche due o tre. E' un bene tutto questo bisogno di fotografia. A Parigi, per esempio, durante il mese di Novembre ce ne sono almeno una mezza dozzina divenuti ormai importanti.Tutti satelliti di PARIS PHOTO la regina, la capitale mondiale della fotografia. Ma li esiste una tradizione inarrivabile per l'Italia. I francesi la fotografia "l'hanno fatta". Questa tradizione di quasi 2 secoli ha creato un comune sentire nei cittadini : avere delle fotografie sulle pareti di casa è qualcosa che, oltre a rendere più bella una casa,denota un certo livello culturale e attenzione verso l'arte. Anche negli USA esiste questo comune sentire, in ogni film americano le riprese all'interno delle case ci mostrano sempre fotografie in bianco e nero.Spessissimo. Foto "economiche", di piccole dimensioni o di autori poco noti purchè siano originali.Vere fotografie.Niente calendari o poster comprati nei bookshop dei musei. Tanti photofestival, molte fiere, infiniti concorsi (che gli italiani che vogliono darsi un tono chiamano contest), serviranno a poco se poi alla fine non si riesce nemmeno a strutturare seriamente l'insegnamento della fotografia nemmeno nelle accademie di Belle Arti. Non serviranno nemmeno mirabolanti Stati Generali della Fotografia che qualche Ministro volle fare in pompa magna.Un buco nell'acqua.


venerdì 26 aprile 2024

Linguaggio e fotografia, in difesa degli oggetti.


 

Nel linguaggio noi trasmettiamo l’informazione attraverso un messaggio codificato in segni, ora,l’uso di questo linguaggio esige un apprendistato cioè il linguaggio comunemente scritto e parlato si apprende e si insegna.

La fotografia,invece, usa un linguaggio che non deve essere imparato, è sicuramente un segno significante e, più precisamente, un segno iconico, poiché fatto di figure, ma quando ci mostra un oggetto, ci parla esattamente di quell’oggetto in particolare e di nessun altro.