C'è stata un'epoca in cui le cose svanivano. Le immagini svanivano con dignità, con eleganza.
Oggi tutti hanno fatto una scelta diversa. Nulla deve sfuggire, niente va dimenticato ed è per questo che fotografiamo compulsivamente ogni cosa.
Produciamo un flusso abnorme di immagini destinati alla sparizione.
Quindi l'evanescenza non è sparita ma viene cammuffata dall'abbondanza inutile e fragorosa.
La memoria ha bisogno di scarsità, di scelte, di selezione e di sacrificare qualcosa.
Ricordare non è conservare tutto ma sapere cosa vale la pena di portare con sè.

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